LA GRANDE VERGOGNA IN SALA TERSICORE

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LA GRANDE VERGOGNA IN SALA TERSICORE

Di Donatella Antonetti

Da D’Annunzio all’Inno di Mameli, dal 4 novembre alla canzone del Piave: un evento che ha denigrato il Centenario dalla Vittoria

LA GRANDE VERGOGNA IN SALA TERSICORE

Non era un sabato qualunque quello del 10 novembre 2018, ma quello successivo alle celebrazioni del Centenario per la vittoria della Grande Guerra. Era il sabato dopo la deposizione della corona di alloro al Monumento dei Caduti da parte di chi, solo una settimana dopo, ha avallato la presentazione del libro “La grande menzogna” (Gigante-Kocci-Tanzarella) nella sala Tersicore del Comune di Velletri. In una sala, per fortuna poco gremita e priva di giovani (viva Iddio), si è assistito probabilmente all’evento più vergognoso degli ultimi tempi. All’interno del Palazzo Comunale, quello che dovrebbe essere un luogo al di sopra delle parti, dove la cultura non dovrebbe avere colori politici, si è profanata completamente la memoria di chi ha versato sangue per difendere i confini italici. Un “eventucolo” da sezione di partito, i cui interlocutori, hanno indegnamente e senza controparte, vomitato epiteti dissacranti persino sull’Inno di Mameli – “Provo ribrezzo vedendo i bambini ‘deportati’ alle cerimonie ufficiali, cantare l’Inno D’Italia” – dichiarazione abominevole giunta da uno dei tre autori, il quale pochi istanti prima aveva dato del caprone a Gabriele D’Annunzio (si, proprio il Vate plurimedagliato durante la Prima Guerra Mondiale), meravigliandosi di come fosse possibile trovarlo ancora sui libri di testo. Abbiamo ascoltato parole becere sulla canzone del Piave e sorbito discorsi di un’intellettualità meschina che ha raggiunto l’apice quando è stato dichiarato: “La mistificazione del 4 novembre, è stata tollerata fino a che l’ultimo reduce era in vita, ora bisogna dire la verità”. Una vera e propria “passerella A.N.P.I.”, alla quale sono giunti i complimenti del Presidente del Consiglio Comunale per il magnifico evento di cultura. Caro Signor Presidente, la cultura è altro, è la formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale, non certo una “propaganduccia” politica all’interno di una struttura che appartiene a tutti i cittadini e, non essendo il salotto della propria casa andrebbe tenuta fuori da bassi giochetti di partito. Ricordatelo ogni tanto!