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Velletri non è Riace!

Grazie al cielo Velletri non è Riace e Nettuno non è la nostra Guardavalle, nonostante il paragone possa risultare suggestivo.

Dopo la mozione presentata al consiglio comunale di Velletri, convocato in sessione straordinaria lo scorso 31 Ottobre, dai consiglieri Fiocco, Andreozzi, Leoni e Giorgi, per conferire la cittadinanza onoraria al Sindaco (sospeso) di Riace Mimmo Lucano, L’opposizione e la critica di Paolo Felci, consigliere di CasaPound Italia, è stata molto dura. In risposta al dissenso di Felci, in un articolo pubblicato su “articolo 21” dal titolo “Riace con Velletri. Due destini incrociati”, il giornalista Andrea Palladino nel tentativo di trovare una risposta alla legittima domanda del consigliere tartarugato su cosa c’entri Velletri con Riace, l’ha trovata nel confronto tra Velletri-Nettuno con Riace-Guardavalle.
Il tutto, apparentemente, ben argomentato e riempito di pathos, con riferimenti ad esperienze personali di Palladino. L’articolo offre buoni spunti di riflessione, ma l’esempio non ci sembra convincente; e se Nettuno è il doppio, la città speculare, di Gallace, Velletri non è quello di Riace. Bisogna sottolineare infatti che Velletri è un paese, soprattutto negli ultimissimi tempi, molto tranquillo; e lungi dal negare la presenza di criminalità e violenza sul territorio, quanto meno, bisogna tener conto del panorama nazionale e rendersi conto di quanto effettivamente, come dice Palladino, quella terra, anzi quelle terre, siano dure, scure e pesanti, rispetto alla nostra Velletri. Purtroppo, infatti, quel che accade in quei comuni non è certo paragonabile con quel che accade qui da “noi”, e farlo non sembra tener conto della tristissima situazione sociale che esiste nei territori veramente attanagliati dalla criminalità organizzata.
In ogni caso esiste un nemico in comune con il noto giornalista ed è proprio la criminalità. A questo punto non è il luogo e nemmeno il momento, in quanto la vicenda giudiziaria che coinvolge Lucano è ancora in corso, per soffermarci sulle azioni del sindaco sospeso; tuttavia, se proprio bisogna ergere a eroe, a nemico della mafia, o ‘ndrangheta che sia, qualcuno, in una generazione senza miti, questo personaggio, o personaggi, vanno ricercati nella storia del nostro paese. Pensandoci infatti verrebbero alla mente altre figure, quali Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Impastato e il generale Dalla Chiesa, o, per la felicità di Felci un certo Cesare Primo Mori, passato agli annali come il “prefetto di ferro”, il quale riuscì a combattere la mafia grazie ai poteri speciali conferitigli da Benito Mussolini, non di certo Mimmo Lucano.

di Marco Polverini