MIRKO LEONI: LE PAROLE DIRETTE E SEMPLICI DEL CANDIDATO NELLA LISTA CASAPOUND

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MIRKO LEONI: LE PAROLE DIRETTE E SEMPLICI DEL CANDIDATO NELLA LISTA CASAPOUND

La mia candidatura per poter dare continuità a questo movimento nella sede che più merita. Sarebbe la giusta evoluzione per tutto il lavoro svolto in questi anni da Paolo Felci, pur non sedendo gli scranni del Comune.

 

 

Di: Donatella Antonetti

Già da qualche giorno, la nostra testata, sta facendo conoscere alcuni dei candidati al consiglio comunale che andranno a supportare le liste per Paolo Felci Sindaco. La coalizione del movimento tartarugato, non si può certo dire che non sia abbastanza variegata, ci sono nomi che, anche se non noti ai “salotti bene” di Velletri, sanno sicuramente il fatto loro in materia sociale e pratica proprio per aver toccato con mano i reali problemi della città direttamente sulla strada e non da eleganti stanze, accoglienti ma molto lontano da quello di cui la stragrande maggioranza dei cittadini ha bisogno. Uno dei pezzi da novanta della lista CasaPound è Mirko Leoni, trentasettenne sposato e papà di tre bambini. La sua vita, ruota quasi completamente intorno al mondo dei bambini; di professione impiegato nella ristorazione scolastica e, per passione da svariati anni, allenatore di calcio prima nelle file della Vjs Velletri ed attualmente nella società asd Fortitudo Academy. Proprio con quest’ultima società Mirko vanta un successo storico. Lo scorso anno è riuscito a portare la squadra da lui allenata nella categoria Elite. Mai accaduto nelle società sportive veliterne.

 

Mirko, da quanto tempo è vicino a questo movimento?

Questo percorso è iniziato insieme a Paolo circa quindici anni fa. All’inizio non proprio attivamente ma, dopo che a Velletri si affacciò di fatto CasaPound, la mia diventò una militanza fattiva ed attiva.

 

Perché la decisione di candidarsi?

Innanzitutto la voglia di poter dare continuità a questo movimento nel consiglio comunale, sarebbe la giusta evoluzione del palese lavoro svolto in questi anni pur non sedendo gli scranni della sala consigliare, dopodiché l’amicizia profonda che mi lega a Paolo, un’amicizia fraterna da ripagare con il mio supporto.

 

Se dovesse entrare in consiglio, quale sarebbe, se non la priorità, ma quantomeno un’ emergenza da risolvere in tempi brevi?

 

Abito in un quartiere popolare, la cosiddetta 167 che, oggi in campagna elettorale qualcuno per addolcirne i tratti di zona periferica ma non residenziale, chiama quartiere San Biagio. Questa zona, di norma dimenticata dalle istituzioni cittadine, in questi giorni sta facendo gola ai candidati sindaco che, improvvisando spettacolini stanno miseramente cercando di accaparrarsi voti in un quartiere di cui fino ad un mese fa tutti ne snobbavano l’esistenza. Il degrado tra questi palazzi è sotto gli occhi di tutti. Alcuni lo hanno percepito solo oggi, facendone spot  in giacca e cravatta per la loro poca veritiera campagna elettorale. Ci tengo a fare questa premessa, perché vivo la zona in prima persona ed è inaccettabile la presa per i fondelli continua e subdola della vecchia e riciclata  politica locale. Se dovessi entrare in consiglio, la mia premura per dare sollievo a tutti gli abitanti della 167, sarebbe quella di creare una sinergia tra ATER e Comune per rendere i tanti spazi a disposizione, vivibili e decorosi. Mio impegno monitorare le graduatorie per l’assegnazione delle case popolari e snellirle a favore dei miei concittadini più bisognosi. Questa zona, avendo a disposizione diverse aree verdi, si presterebbe molto bene ad accogliere parchi giochi degni e a misura dei tanti bambini che ne risiedono. Mio impegno inoltre sarà quello di poter dare lustro cercando di abbattere il degrado che va dalle strade sporche, agli spazi verdi non curati . Mi piacerebbe poter vedere la tanto bistrattata 167, come un piccolo paradiso a ridosso del centro cittadino.

 

Di qualche giorno fa, un suo post su facebook abbastanza accusatorio ed incisivo che, andava a sottolineare un intervento di manutenzione proprio in zona 167; ci può spiegare meglio cosa è successo?

 

Esattamente, domenica 3 giugno, ho notato che nei pressi del gazebo allestito da una coalizione in carica, era stata tagliata l’erba. Praticamente un lavoro fatto ad immagine e somiglianza solo a ridosso del banchetto informativo per dare visibilità allo stesso. Ho notato subito che nelle zone circostanti, neanche un filo d’erba era stato tagliato. Ovviamente sotto gli occhi di tutti il furbo gesto fugace di chi mai si è preoccupato di verificare le condizioni del posto e provare a risolverle. Ci tengo a far sapere che, dopo il mio post di denuncia, gli operai del comune si sono adoperati per ripulire dalle erbacce il mio quartiere. Concludendo, aggiungo che sono molto determinato nel giocarmi questa partita e, per fa si che il risultato sia positivo, chiedo di barrare quel simbolo che potrebbe dare aria nuova ad una Velletri sempre più sofferente.

 

Da parte di tutta la redazione un in bocca al lupo a Mirko Leoni.