Dal 3 al 10 febbraio al “Juana Romani” la retrospettiva antologica di Giovanni Di Stazio

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Dal 3 al 10 febbraio al “Juana Romani” la retrospettiva antologica di Giovanni Di Stazio

Un evento realizzato su idea dell’amico di famiglia Fabio Taddei e dei figli dell’artista

Dal 3 al 10 febbraio 2018, presso la sala Marcello De Rossi del polo espositivo Juana Romani in Via Luigi Novelli, 3 a Velletri, si terrà la Retrospettiva Antologica dell’artista veliterno Giovanni Di Stazio. L’evento a ricordo del pittore e scultore veliterno è stato ideato e voluto dall’amico di famiglia Fabio Taddei e dai figli dell’artista, Stefania, Ada, Giuseppe (Venanzio) e Mauro, che ringraziano per la disponibilità il responsabile del polo espositivo Juana Romani, Alessandro Filippi.   Giovanni Di Stazio, nasce a Marino il 27-12-1927 da genitori veliterni (Ersilia Taddei e Giuseppe Di Stazio), si trasferisce a Velletri e sin dalla tenera età mostra passione per l’arte. A soli 16 anni, durante il bombardamento di Ciampino del 19-07-1943, resta orfano di padre.

Dunque, primo di cinque figli inizia a lavorare per mantenere la famiglia. A 19 anni, a seguito di un incidente di lavoro, perde un occhio, ma non abbandona la sua passione per l’arte. Si adegua ai più svariati tipi di lavoro anche se di fatica, scavando pozzi e grotte che sono ancora oggi presenti in gran parte di ville e case del territorio e di paesi limitrofi, riuscendo a fare anche di questo suo duro mestiere uno sfogo artistico. All’età di 23 anni, nel tempo libero serale frequenta l’Istituto Statale d’Arte “Juana Romani”, dove impara nuove tecniche pittoriche. Sperimenta la sua arte tenendo conto delle difficoltà economiche del periodo e della famiglia, improvvisando materiali di vario genere, purché saziassero il suo bisogno artistico. Artista fondamentalmente autodidatta, partecipa in modo frequente ad ogni mostra del territorio laziale, amorevole di estemporanee di ogni genere.

Negli anni ’80, si iscrive all’albo Bolaffi dove viene definito pittore Naif all’italiana. Velletri raccoglie sul suo territorio moltissime forme artistiche di Giovanni Di Stazio, che faceva della sua arte una ragione di vita, o meglio un bisogno primario, tanto che usava il suo prodotto come merce di scambio e riconoscimento di gratitudine, ottenendo il rispetto e l’ammirazione di quanti lo conoscevano. Le sue opere si possono trovare anche in proprietà private, sul territorio italiano ed in America. Muore all’età di 64 anni a Velletri il 17-07-1992, dopo una vita artistica ricca di soddisfazioni ed una vita familiare con due importanti lutti, che lo hanno portato a crescere da solo i suoi quattro figli sin dalla loro tenera età.