“Addio, Sandro” … Un ricordo personale

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“Addio, Sandro” … Un ricordo personale

Ci sono momenti in cui l’oggettività viene meno. Momenti in cui le parole ci abbandonano e lasciano spazio all’emozione. Sono gli attimi in cui l’esistenza sembra più pesante, e si imprime a fuoco vivo in un solco impresso dal dolore.

La scomparsa di Sandro è, per me, uno di quei momenti. Non mi sarà certo possibile mantenermi all’asetticità della cronaca, e limitarmi a ricordarne le doti umane che tanto hanno regalato alla comunità veliterna, né mi sarà possibile limitarmi ad evidenziare l’arte, l’estro che ha scandito il suo percorso da “capocomico” e che – caso più unico che raro – è riuscito a riempire i teatri anche negli anni in cui la scena italiana soffriva la sua crisi più acuta.

Mi piacerebbe ricordare Sandro, per me tanto maestro quanto amico, in una maniera più personale. E’ stato lui il primo ad accogliermi quando, timidamente, muovevo i primi passi nel mondo dell’informazione locale ormai cinque anni fa, ed è stato lui ad istruirmi sulla storia e le tradizioni cittadine in un momento in cui, trovandomi ad occuparmi di cultura e attualità nostrana sulle colonne de “Il Cittadino”, soffrivo le naturali difficoltà dovute ad una “velletranità” del cuore ma non di nascita. Fu lui, allo stesso tempo, ad incoraggiarmi nei momenti più duri quando mi trovai alla guida, sofferta, di una testata che non sentivo a me vicina.

Dal 2015 a oggi, infine, per via telefonica o di persona, non sono mai mancati i suoi consigli sinceri (e, quando ho avuto l’intelligenza di seguirli, sempre proficui), in un mondo così ingrato quale è quello dello spettacolo.

La nostra amicizia poggiava su un rapporto che tu hai sempre considerato paritetico (pur sapendo io, in cuor mio, di esserti tanto inferiore e che tanto avrei dato per raggiungerti). Essa è iniziata sulle poltrone del teatro Aurora, dove ci siamo conosciuti, e paradossalmente proprio parlando di teatro ci siamo sentiti per l’ultima volta.

Mi avevi telefonato un paio di settimane fa, al mio rientro da Venezia, e a breve ci saremmo dovuti vedere portare sulle scene uno spettacolo sinergico. 

A te, Sandro, e a quello spettacolo che non faremo mai. 

Edoardo Baietti