“Salviamo Torre Astura”: un appuntamento, una missione…un dovere nei confronti della storia

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“Salviamo Torre Astura”: un appuntamento, una missione…un dovere nei confronti della storia

velletri torre astura

“Si apre un cancello e si entra in una strada arenosa dove le ruote della vettura si affondano. Si vede il mare. Sempre, in fondo, si vede la forma azzurrognola del Circeo. Ecco la pineta, ecco la Torre. Una specie di penisoletta che si protende fra il mare di Anzio (Caprolace) e il mare di Terracina. Da una parte si vede il seno di Anzio con la lingua di terra biancheggiante si case fino al lontano molo: dall’altra si vede un altro seno limitato da una lingua di terra che prolungasi fino al Circeo. Verso l’estremità i vapori nascondono la riva, e il Circeo sembra isolato nel mare. In fondo la catena di montagne che va verso Terracina. La sabbia qua e là  acquitrinosa, è viva di vimini e sparsa di piccole strisce come da un nastro argenteo che riluce al sole e biancheggia finemente. Una piccola cappella dalla porta rossa è di fronte alla Torre”.

Queste le parole del celebre scrittore Gabriele D’Annunzio, il quale estasiato dalla bellezza del territorio di Astura, mise nero su bianco queste parole in cui poesia e musica si mischiano in un inno alla bellezza ed al patrimonio italiano.

“Salviamo Torre Astura” è un importante appuntamento, una presentazione dell’attuale stato di degrado del sito archeologico di Nettuno, che si terrà sabato 7 ottobre presso la Sala Tersicore del Palazzo Comunale di Velletri alle 9,30. Una costruzione risalente al periodo repubblicano dell’antica Roma, che rappresentava un approdo al fiume omonimo(il fiume Astura), che scorreva lungo la via Severiana. Divenne in seguito, tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’età imperiale, sede di una splendida villa, costruita in parte su terraferma ed in parte su un’isola artificiale, che comprendeva all’interno un’ampia pescheria, i cui resti sono in parte visibili tuttora.

Una magnifica struttura, geniale in tutti i suoi aspetti, che mostra ancora una volta la grandezza e lo splendore di una delle civiltà più potenti e più grandi che la storia abbia mai conosciuto. L’area asturiana rappresentava, in età  romana, un centro nevralgico: era infatti il prolungamento ed al tempo stesso il confine ad oriente della colonia di Antium ed offre ancora oggi un vasto panorama, che si estende dal Circeo, fino all’attuale città  di Anzio. Per questo e per le sue caratteristiche amene, fu luogo molto amato dai nobili romani, tra i più noti Cicerone, ma anche Imperatori come Augusto, Tiberio e Caligola, i quali vi costruirono le loro villae d’otium.

Determinate fu l’apporto del fascismo alla riqualifica della zona: difatti dopo molti secoli in cui il sito di Astura rimase immerso nella foresta paludosa, che caratterizzava l’intera area dell’Agro Pontino, venne proprio dal fascismo riqualificato, tra il 1926 ed il 1937, con la celebre bonifica dell’Agro Pontino.

L’incontro di sabato avrà il compito di sensibilizzare la questione della riqualifica del sito di Torre Astura, mostrando le condizioni di degrado in cui da troppo tempo la struttura versa. Un degrado, che come italiani non possiamo assolutamente permetterci; un’offesa…una ferita alla nostra storia, alla nostra cultura che deve essere rimarginata. Un appuntamento, una missione…un dovere nei confronti della storia.

Davide Brugnoli