Dialogo con l’Islam veliterno, fra integrazione e finti allarmismi boldriniani

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Dialogo con l’Islam veliterno, fra integrazione e finti allarmismi boldriniani

Islam inchiesta velletri

Di Gabriele Rosatelli e Riccardo Caponi

In questa calda estate veliterna ci troviamo con gli occhi puntati verso la televisione, a cercare, forse, qualche verità calata dall’alto, iniettata dalla tv al nostro cervello, verità preconfezionate che soddisfano l’umile sete di novità ma non la più saggia e compassata conoscenza. Abbiamo cercato di rompere questo muro, quella ormai sacra ed oracolare quarta parete che separa la verità sacrosanta dalla vita di noi comuni mortali.

I temi riguardanti immigrazione e Ius Soli sono ancor più roventi dell’asfalto a mezzogiorno, così abbiamo deciso di far luce, almeno un flebile spiraglio, su una vicenda così intricata, o perlomeno vedere la faccenda in maniera più ampia possibile per poi riflettere autonomamente e tirare, altrettanto autonomamente, le somme. Così siamo andati a fare qualche domanda nel cuore pulsante della comunità musulmana veliterna, nell’attività del signor Zakaria e di sua moglie, entrambi saldi punti di riferimento per la comunità, con il loro negozio che rappresenta, insieme alla moschea, il cuore pulsante dell’islam veliterno. Tanti i punti che la nostra chiacchierata ha toccato, preziose le informazioni che gli intervistati ci hanno fornito, dal ruolo della moschea alle usanze musulmane, dal rapporto con il Paese di origine al razzismo. Quest’ultimo argomento è risultato essere parecchio interessante, in quanto i proprietari del piccolo negozio ci hanno ribadito più volte di non aver mai vissuto episodi di razzismo, e che gli stranieri che hanno una reale volontà di essere integrati possono tranquillamente farlo in uno Stato come l’Italia ed anche in una realtà come Velletri. Se dalle risposte degli interessati in prima persona si evince questo, ci chiediamo le varie esasperanti battaglie contro i mulini a vento in pieno stile Boldrini a cosa servano…

Ad accoglierci sono appunto Zakaria e sua moglie, che, ben lieti di far conoscere il loro mondo, ci fanno accomodare davanti al bancone del loro piccolo bazar, pieno di oggetti che rimandano al caldo mondo orientale. Una volta rotto il ghiaccio, le domande sono d’obbligo vista la nostra curiosità.

Che rapporto c’è tra la comunità Musulmana di Velletri e i cittadini Veliterni, c’è la necessità di avvicinare le due realtà?

Si, credo ci sia un buon rapporto fra le due realtà, inoltre ci sono spesso iniziative aperte a tutti che possono farle entrare in contatto, ad esempio l’Iftar presso il centro S.p.r.a.r del 23/06/17 in collaborazione con il comune di Velletri.

C’è in voi questo senso di appartenenza alla comunità veliterna? I musulmani a Velletri si sentono integrati?

Per la maggior parte si, parlando personalmente, sono 23 anni che sono qui, mi sento davvero a casa.

Mentre le persone arrivate in tempi più recenti, possono considerarsi ugualmente integrate?

Altri hanno un po’ di difficoltà, credo che l’ostacolo principale sia la lingua. Anche se Veliterni, Larianesi e gli Italiani in generale sono persone che fanno integrare lo straniero nella società. Mai percepito razzismo qui.

A proposito dell’ostacolo linguistico, c’è qualche istituzione che cura appunto l’apprendimento della lingua italiana favorendo un inserimento più veloce nella comunità?

Si, ad esempio presso la scuola Mariani ed in parrocchia, dove si fanno corsi di lingua italiana.
Inoltre presso la Moschea si effettuano corsi di Arabo per i figli di immigrati, per il futuro invece si sta cercando di sviluppare un progetto che possa rendere l’apprendimento della lingua araba aperto a tutti.
Magari un progetto in collaborazione con il Comune, che possa garantire l’uso di aule presso la scuola.

Per quanto riguarda il rapporto con la madrepatria, rimane continuo e forte, oppure si indebolisce?

Noi siamo originari del Marocco, il rapporto rimane continuo e forte, l’origine rimane origine.


Nella moschea di Velletri c’è una divisione fra sciiti e sunniti?

In maggioranza i fedeli che frequentano la moschea provengono dal Maghreb, ma a prescindere da questo non ho mai incontrato uno sciita a Velletri, tutti quelli che conosco sono sunniti.

 

Ci può essere un rapporto tra la Zakat (uno dei Cinque pilastri dell’Islam, obbligo religioso prescritto dal Corano che consiste nel donare una parte delle proprie risorse economiche al fine di avere “una purificazione” della propria ricchezza, a cui ogni musulmano in possesso delle facoltà mentali deve adempiere per definirsi un vero credente) e l’aiuto ai rifugiati?

Si, la Zakat può essere devoluta ad un rifugiato poiché egli è lontano da casa ed è in difficoltà, però anche non parlando della Zakat, l’aiutare il prossimo è proprio un principio fondamentale dell’Islam.

 

E’ importante avere una Moschea, che istituzionalizzi il culto nella città, per evitare interpretazioni soggettive della fede?

E’ di fondamentale importanza, è un punto di vitale importanza dal punto di vista spirituale, ma anche culturale. Ad esempio, meglio che i giovani si incontrino in Moschea ed apprendano qualcosa piuttosto che si incontrino al bar a perder tempo.