Intervista a mr. Leoni, campione regionale con i suoi ragazzi della Fortitudo Academy

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Intervista a mr. Leoni, campione regionale con i suoi ragazzi della Fortitudo Academy

E’ un mr Leoni pacato ma diretto e soprattutto orgoglioso di aver portato nel palmaresse della Fortitudo Accademy, un record importante.

Vincendo il campionato regionale (l’ultima volta negli anni novanta da parte di una squadra della Vjs Velletri) nella categoria Giovanissimi regionali fascia b, ha permesso alla categoria dei 2004, di poter accedere all’Elite Giovanissimi, non era mai successo a Velletri dall’istituzione della suddetta categoria. Un po’ beffardo il criterio adottato dalla Federazione perché impone alla rosa vincitrice di passare il testimone e non poter disputare appunto l’Elite. Soddisfazione un po’ amara anche per il secondo posto ottenuto (ma soltanto dopo la lotteria dei rigori) nelle finali per il titolo di Campioni regionali. .
Voltata pagina sui successi stagionali, resi ancora più preziosi perché la prima stagione in Fortitudo di mr Leoni, proviamo a farci raccontare le sue impressioni personali sul “mondo calcio” cittadino, sicuramente attendibili perché dettate da un’esperienza di anni sia come allenatore sia come calciatore e si sa, lo sport più bello del mondo con tutti gli annessi e connessi, è quello sul campo e si tocca con “piede”.Leoni calcio velletri campioni regionali fortitido

Mr Leoni. Velletri pullula di società calcistiche, risulta dall’esterno una realtà abbastanza dispersiva, sembrerebbe quasi mancare la volontà di formare un’unica Società. Non pensi che la realizzazione di quello che potrebbe essere un ambizioso progetto, potrebbe dare più competitività e lustro al calcio veliterno soprattutto in fatto di talenti. Tante società, ma non emergono calciatori. Perché?

“-E’ difficile spiegare il perché, non si riesce a capire, non lo capisco io in quanto allenatore, ma è incomprensibile anche per i cittadini veliterni che ancora si interessano di football locale. Sono anni che spuntano scuole calcio, forse alcuni presidenti, tendono a scindere piuttosto che unire, anche per interessi personali, penalizzando la formazione sportiva dei ragazzi. “

Se tu avessi potere decisionale , su cosa punteresti e in che modo?

“-Sicuramente puntere sui bambini e la loro formazione , purtroppo molte scuole calcio nascono con troppa leggerezza e facilità, mandando allo sbaraglio pseudo-allenatori, ragazzi giovani che, seppur volenterosi, spesso sono privi di ogni preparazione e, un bambino di sei anni che si avvicina al mondo del calcio, ha bisogno oltre che di tirare due calci ad un pallone, di imparare a tirarli. La tecnica è importantissima per poter formare un buon calciatore. Non sempre passione e cuore possono bastare per allenare, nei bambini, il talento puro che va da solo, è cosa rarissima, ma andrebbe comunque plasmato sempre con molta professionalità e compete”.

Quando si parla di calcio a livello agonistico, non ci si può non soffermare ed analizzare le strutture cittadine, qual è il tuo pensiero al riguardo?

“ Sono poche, mal gestite e non adatte ad ospitare la mole di ragazzi che giocano a calcio. Questo comporta degli ulteriori costi annui per le società, perché costrette ad affittare strutture private per garantire il regolare svolgimento degli allenamenti.
Questi soldi potrebbero essere investiti dalle società per migliorare i ragazzi. Abbiamo due campi uno in erba usato esclusivamente dalle prime squadre ed abbiamo un sintetico fatto quindici anni fa, sempre più malmesso, 110 mtq di campo, una piccola torta da spartire con troppi commensali. Un terreno di gioco che di campo sportivo attualmente ha veramente poco, sono parecchi gli infortuni che si sono avuti ultimamente proprio a causa dell’inadeguatezza del rettangolo. Auspichiamo da tanto tempo una seconda struttura per poter smistare al meglio i tanti ragazzi che praticano calcio e per dare a noi allenatori la possibilità di lavorare meglio.”

Quanto è importante il ruolo dell’allenatore fasce d’età così tenere?

“-Quasi fondamentale, a quest’età gli interessi dei ragazzi sono tanti e il rapporto che si instaura con loro deve essere di fiducia. Bisogna essere bravi a mantenere il gruppo, facendo decadere quelle incomprensioni, gelosie e attriti che molto spesso, vista la loro età, rischiano di mettere in secondo piano il gioco nel senso più puro del termine . Se si è bravi in questo, si “rischia anche di poter lavorare bene ed ottenere dei risultati”-

Molto spesso per voi allenatori, la nota più dolente di tutte, è l’atteggiamento di alcuni genitori.
Possibile che ci siano ancora persone che non abbiano imparato a rispettare i ruoli?

“-Ricordo che in serie A, esordisce 1 calciatore ogni 33.000. Detto questo, il genitore dovrebbe attenersi a portare a giocare a pallone il proprio ragazzo. A fine partita dovrebbero chiedere soltanto se è stato divertente giocare. La vera vittoria è questa non il risultato o i minuti di gioco che si sono disputati. Questo sarebbe un grandissimo aiuto ai fini comportamentali ed agonistici.”

Noi non possiamo far altro che ringraziare mr Leoni per la disponibilità, complimentarci con lui per il traguardo appena raggiunto, augurandogli ancora tanti successi a dimostrazione che professionalità ed umiltà alla fine pagano sempre.

DONATELLA ANTONETTI