GERMANELLUM VS MONTECITORIO: ATTO I

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GERMANELLUM VS MONTECITORIO: ATTO I

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Un assenteismo fin troppo poco tedesco accompagna l’inaugurazione della prima seduta per la nuova legge elettorale

Martedì 6 giugno. Roma. Nel giorno di apertura dei lavori parlamentari con oggetto la nuova legge elettorale per le elezioni politiche un gran numero di deputati hanno disertato l’aula, preferendovi probabilmente le spiagge di Ostia o di Fregene. Infatti, in una calda giornata in cui i termometri arrivano a segnare quasi 30°, sono solo una ventina gli intrepidi che, sfidando l’afa capitolina, hanno varcato le soglie di Montecitorio.

 

Una così bassa soglia di partecipazione ha lasciato attoniti molti degli osservatori piu’ attenti. Basti pensare che, nei giorni immediatamente precedenti, nelle rubriche politiche di giornali e telegiornali, talk show e programmi di approfondimento politico si è parlato quasi esclusivamente del “Germanellum”.

Quest’ultima, una proposta di legge elettorale , che dopo un’aspra contesa presso la commissione affari costituzionali della Camera, ha incontrato il favore di Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Lega Nord.

germanellum montecitorio intransigente

Il nome stesso, la cui eco classicheggiante rispetta la consolidata tradizione del suffisso in “-um” (fortunata ideazione del noto politologo Giovanni Sartori) demarca un’ispirazione di matrice teutonica.

La nuova legge elettorale, infatti ricorderebbe  da vicino il modello in vigore in Germania fin dal 1949. Le due principali peculiarità sarebbero da un lato il meccanismo proporzionale di attribuzione dei seggi alla Camera e al Senato e dall’altro la soglia di sbarramento elettorale al 5%.

In questo modo si accantonerebbe definitivamente il sistema maggioritario che ha segnato la storia istituzionale dell’ultimo quarto di secolo per tornare ad un proporzionale per cui però soglie di sbarramento così alte rappresentano un’importante novità.

Se, infatti, nel modello proporzionale della I Repubblica  si tendeva a favorire la rappresentatività piuttosto che la governabilità, ad oggi, invece, circa il 15% degli elettori italiani che sostiene movimenti e partiti più piccoli potrebbe non avere alcun tipo di rappresentanza in Parlamento.

germanellum montecitorio intransigente politicaInoltre, alcuni autorevoli politologi e volti noti nel panorama politico hanno posto importanti interrogativi anche riguardo al discorso della governabilità.

Infatti, è lecito chiedersi se un Parlamento così formato non abbia bisogno di improbabili alleanze post-elettorali per formare una maggioranza, considerando che, senza alcun dubbio, nessuno dei quattro grandi partiti ha singolarmente la forza necessaria e che la classe politica italiana è scarsamente predisposta a formare una “Große Koalition” alla tedesca.

Di perplessità, insomma, ve ne sono a non finire e la questione è destinata a dominare la scena politica ancora per un bel po’. Riuscirà il Germanellum a superare incolume la navetta istituzionale? Si andrà alle elezioni in autunno come auspicato da molti? E voi, che ne pensate?

Bruno Bernardis