Disagi senza fine per il “Paolo Colombo” di Velletri; pazienti e sindacati sul piede di guerra

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Disagi senza fine per il “Paolo Colombo” di Velletri; pazienti e sindacati sul piede di guerra

pronto soccorso paolo colombo velletri

Di Gabriele Rosatelli

Ancora una situazione di estremo disagio regna fra le mura dell’ospedale veliterno “Paolo Colombo”, falcidiato ormai da anni da carenza di fondi e tagli al personale. È una situazione difficile quella che ci raccontano alcuni lavoratori e pazienti, entrambe le categorie vittime delle politiche sanitarie portate avanti dalle istituzioni. 

pronto soccorso paolo colombo velletriStorie di pazienti in attesa da giorni sulle sedie del pronto soccorso, di dottori ed infermieri che cercano di tappare quanto più possibile i buchi lasciati vuoti da colleghi trasferiti e mai rimpiazzati, di famiglie che vivono di un solo stipendio e sono da anni con il fiato sospeso a causa dei continui trasferimenti di personale e della costante riduzione dello stesso. Storie che quotidianamente si susseguono nel nosocomio veliterno e che rendono ancor più pesante quell’aria satura e già gravida di ansie e speranze caratteristica di un ospedale.

La cosa peggiore però, è che non si arrivi a vedere una via d’uscita. Sembrerebbe appurata, infatti, la notizia del trasferimento a Frascati di due medici del pronto soccorso.

La situazione sarà probabilmente questa per tutto il mese di maggio, mentre con l’arrivo dell’estate e delle conseguenti ferie, e quindi di una fisiologica carenza di personale che si andrà a sommare alle mancanze croniche, i cittadini dell’enorme bacino di utenza che l’ospedale ricopre potranno soltanto sperare di non sentirsi male. 

Tempo fa il Direttore Generale della Asl Rm6, Mostarda, confermò categoricamente che il “Colombo” sarebbe rimasto aperto, ed effettivamente sta facendo tutto il possibile per mantenere la parola data, ma il personale è scarso e il sistema è sempre in bilico.

Lavoratori e pazienti sono esausti e basta passare qualche ora fra i corridoi della struttura per notare che l’esasperazione la fa da padrona ormai. Cittadini e sindacati sono sul piede di guerra, ma il nodo sembra ancora molto distante dal pettine.